Ernest, non sono mai stato capace d'amarti. Ci ho provato, ma probabilmente troppo poco, con poca intensità, con la testa persa nell'amore o nella solitudine. Ti ho visto sempre come un uomo interessante, abbastanza pazzo da piacermi, che ha attraversato come il fuoco tutto il legno marcio del mondo, ma ecco, lì, sulla pagina, non mi hai mai allontanato dall'equivoco della vita. Ernest, ecchecazzo. Ora scopro che sei seppellito a Ketchum, Idaho. Fra due alberi, un pietrone santo a coprire le tue ossa mortali, a interrompere un prato. Vecchio ubriacone dal grilletto facile, Ernest, che ci fai sotto la pioggia dell'Idaho? Fra i coyotes curiosi e il tubo di scarico delle Ford. A luglio nascesti, a luglio il tuo gran cervello spalmato come vino sull'inutilità del mondo. Ernest, ho solo un libro, fra molti altri libri. Aspettami. Fammi spazio a Ketchum, Idaho. Fra il grido acuto dei merli e la pacatezza austera dei larici, lasciami penetrare stanotte nella tua carne mortale. Ernest. Hemingway. Fottuto pazzo scopatore.
L.
film: Fernanda Pivano: A Farewell To Beat
di mulligan | 07/10/2009