Mai facile iniziare un post alle 2 di notte. Svisati da qualche birra e con nelle orecchie il rumore della notte d'agosto di città. Nessuna voglia di tornare a casa. Voglia di sedersi lì e godersi il tepore e gli uccelli notturni dei ricordi. Fateci caso, arrivano a frotte. Non ciangolano, cinguettano o altro. Saltellano, blu, tutt'attorno alla tua figura. Mi riportano a te. Davanti alla fontana, bella e un poco emozionata. Quando tutto sembrava possibile e avevi le mani gelide mentre sorridevi. Ma ho gli amici stasera. Ho cose passate che tornano. Si ride, si guarda il culo di quella bionda, ma è tutta malinconìa e impossibilità e commedia. Ma io ti rivedo lì, ogni volta e ogni volta ancora. Come un albero. Che fa fiori in primavera e resiste in autunno. Una quercia, che un bambino abbraccerà per capire quanto è grande il mistero. E il rumore dei tuoi passi. Dov' è ? Non lo ricordo. Città Alta rimane immensa nel suo riflusso lunare. Da qualche parte il ritiro lascia evidenti le tue impronte. Le vedranno gli uccelli blu che cercheranno riparo dall'alba che arriva lenta. Io ti rivedo lì, bella e lontana, lontana, lontana.
L.
di mulligan | 06/08/2009