01/11/2009
Alda, porcatroia. La casa sui Navigli si arrende al caos della tua morte. Sigarette, scritti, libri, fiori morti, scarpe, dediche e sole che se ne fotte. Mica puoi morire come Rimbaud. Mica puoi andartene così. Almeno saluta. Almeno zoppica su ciò che resta di questo paese. Sventola la tua Poesia, non come un addìo dalla nave sullo Stige ma come vento di puro respiro. Tumulata con gli illustri poeti resti viva nella bocca degli inutili vendemmiatori di Bellezza. Oh Alda. Incespicante diva di Dio. Sghemba anima prigioniera di letti bianchi. Ti cercavo ogni volta che attraversavo campi e campi e campi di libri. Sfogliavo, leggevo e ti lasciavo lì, abbandonata fra i Montale, le Achmatova o i Bukowski, banchetti d'amore e di zucchine, cavolfiori e rododendri. Fiori del male. Dove te ne stai andando, bestemmiando. Bevi e resta ancora un po'. Leggimi qualcosa. L' alba poi arriverà come sempre e lo sbatter di fianchi delle campane zittirà la Terra tutta alla tua morte, poetessa. Non rimane che un muto uccello in questo dannato primo di novembre. Porcatroia, Alda. Baciami Dio.
L.
L.
di mulligan at 23:00:00
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