23/10/2009

Bouncin' con Dodo Marmarosa. Si scrive a qualcuno in tutta questa nebbia padana. Così, per avere un'eco, un ritorno, un sonar nel buio della sera, un "hey, ci sono, ci sono ancora, chiusa qui dentro, in questa enorme scatola di pazzìa". Buttato nelle onde sonore del piano malato di Dodo, nell'eccitante epopea be-bop di una civiltà sepolta e ingenua, nella testa in fiamme dei geni abbandonati come cani rabbiosi su una spiaggia morente di rifiuti. Flusso e riflusso. Guardami, ti obbligo, guardami. Schiacciato fra la pressa dell'umidità e il colore giallo di una lampada. Destinato ad andarmene, presto, lontano, nella moltitudine delle anime. Quasi come un brivido, la vita. Shuffle. Passo per queste strade come un mendicante. Non si sente più nemmeno il campanile. Ovatta sulla sera, carica di vodka e pensieri. Dodo's Bounce. E i dolori, il respiro nodoso dei tuoi capelli, il mistero delle tue gambe, il giardino in fiore del tuo corpo nell'amore, il lampo nero dei tuoi occhi, tutto, spazzato, via, da un fendente di notte e da uno stramaledetto sax. Roba da due soldi. E neppure gli occhi dell'Arte a guardare il Crocefisso perfetto delle Assenze. Brucia e passa oltre. Scuoti il nulla come una testa di un fiore e accontentati della mia Passione.
Viva, morente, erculea.

L.

disco: "Dodo's Dance" di Dodo Marmarosa.
di mulligan at 22:34:00 Commenta:

17/10/2009

We Shall Overcome. Un inno, anzi, qualcosa di più, che vola alto sopra tutta la stupidità umana, la cattiveria e l'ignoranza. Solo un estratto dal concerto per i 90 anni di Pete Seeger ma così dannatamente emozionante, totale, assoluto. Qualcosa che arriva dalle piantagioni, dalla pelle degli schiavi, dalle navi dei negrieri, dalla tua pancia più profonda, dal tuo vicino di casa idiota, dalla gola in fiamme della politica. Arriva, scuote e implora un abbraccio. Mi rifiuto di vivere nel vostro mondo. Rifiuto voi e la vostra stramaledetta stupidità. La vostra mediocrità. Siete merda. Roba marcia. Già cadaveri. Culi da sfondare. Tsunami di niente. Stupidi esseri seduti sulle vostre pance bianche con gli occhi sbarrati nel buio. Zavorra. E' un miracolo che respiriate. Profumata essenza di nulla. Insaccati d'aria. Sintomo inequivocabile della tragedia finale. We Shall Overcome.

http://www.youtube.com/watch?v=j__MFhKvGQA&feature=player_embedded

L.
di mulligan at 23:08:00 Commenta:

07/10/2009

Ernest, non sono mai stato capace d'amarti. Ci ho provato, ma probabilmente troppo poco, con poca intensità, con la testa persa nell'amore o nella solitudine. Ti ho visto sempre come un uomo interessante, abbastanza pazzo da piacermi, che ha attraversato come il fuoco tutto il legno marcio del mondo, ma ecco, lì, sulla pagina, non mi hai mai allontanato dall'equivoco della vita. Ernest, ecchecazzo. Ora scopro che sei seppellito a Ketchum, Idaho. Fra due alberi, un pietrone santo a coprire le tue ossa mortali, a interrompere un prato. Vecchio ubriacone dal grilletto facile, Ernest, che ci fai sotto la pioggia dell'Idaho? Fra i coyotes curiosi e il tubo di scarico delle Ford. A luglio nascesti, a luglio il tuo gran cervello spalmato come vino sull'inutilità del mondo. Ernest, ho solo un libro, fra molti altri libri. Aspettami. Fammi spazio a Ketchum, Idaho. Fra il grido acuto dei merli e la pacatezza austera dei larici, lasciami penetrare stanotte nella tua carne mortale. Ernest. Hemingway. Fottuto pazzo scopatore.

L.

film: Fernanda Pivano: A Farewell To Beat
di mulligan at 00:30:00 Commenta: