14/06/2009

Oggi è una domenica triste. Il campanile fa festa per qualche motivo e le rondini sono forse più degli altri anni. Ci facevo caso l'altro giorno, stormi su stormi. Sembra la perfetta "domenica del villaggio". E invece Ivan te ne sei andato, in un qualunque ospedale della tua Milano. Che conoscevi così bene ma che ultimamente facevi fatica a ritrovare. Al solito non son riuscito a vederti in concerto ed entri direttamente nei rimpianti, insieme a pochi altri. A Faber su tutti, Piero Ciampi e qualcun altro. Cantavi sghembo, difficile, anarchico, ma assolutamente vero, lontano dalle folle tutte uguali e uniformate. Si sentiva lo sferragliare dei tram e di quei prati di periferia dove si andava "a fare all'amore" o solo per stare un po' da soli e tenere lontana l'agonìa di una città che moriva nel cemento. Tu, "Il Gioann" e quello che  ha ucciso  la Teresa perchè "come un fiore è sfiorita, c'è rimasto un po' di nome, se ne andava la sua vita, per un cancro a un polmone" ma Dio com'era bella, la Teresa. E poi la lotta. O Cara Moglie. L'Ardizzone, ucciso come Carletto Giuliani. Cosa ci è rimasto Ivan? L'Italia se ne va con le ronde, nere e verdi, abdica, e mica è bello che te ne sia andato anche tu. Ecco, vediamo di provare a vincere. Addio Ivan Della Mea. A pugno chiuso. Sempre.

L.
di mulligan at 18:02:00 Commenta:

10/06/2009

Le bufere a giugno fanno anche più male. Al cielo e un poco anche a noi. C'è ancora quel vento freddo che accavalla lembi su lembi di notte come se l'inverno si divertisse a fare il moribondo nel balletto degli addii. Strappa, lascia e abbandona. Soccomberà domani. E io sforacchio il buio di queste strade col ronzìo di un'idea, di uno slancio artistico. Un enigma dedicato a Monk e Nellie. La più bella storia d'amore di tutti i tempi. Dovrei raccogliere cose passate, elaborarle nel lutto della solitudine e vedere se c'è ancora l'anima. Sghembo come un treno a vapore nel culo buio di una notte messicana. Ciuff ciuff. Andare tanto per andare. Fare tanto per fare. Qualcosa che stia in piedi come una jam session notturna. Dio come ti amo notte. E tu che parli a fare. Ascolta la Bellezza se sei capace di sentirla.

L.

libro del mese (e dell'anno): Skellig di David Almond
di mulligan at 01:24:00 Commenta: