21/03/2009
Torniamo a casa. Riprendiamoci quello che ci hanno tolto. Non so esattamente cosa, ma riprendiamocelo. E poi restiamo così, stacchiamo tutto ciò che ci lega a questa civiltà cannibale e ritorniamo essenza e mani e corpi. Non rimane mai niente. Lo vedi? Si resta qui a disegnare i sogni. A colorarli. E tu non ci sei. E si aspetta domani. Sbaglio tutto e continuerò a farlo. Sono una marea di cose sbagliate. Ma le cose giuste danno un po' di luce per il cammino. E non sto piangendo. Non sto battendomi i pugni al petto. Anzi, vado, vivo e cerco, ansioso. Curioso. Ma ad ogni rintocco di campana mi accorgo che il giorno non aspetta più. E mi trova in ginocchio. Con la testa sul tuo seno, bello e perfetto nei lampi assurdi di un temporale. Assurde, maledette, distanze.
L.
L.
14/03/2009
Si dice che non si lasci mai Memphis senza portar qualcosa dentro di sè. Io a Memphis non sono mai stato. Però questa canzone dice così. Mi accontenterei di passare questa notte trovando qualcosa da tenere là in fondo, quando l'alba arriverà. Sarebbe già qualcosa. Ancora mi scorrono le immagini del New Jersey freddo e ventoso, con l'oceano schiumante di fronte, sulla passeggiata grigia e i gabbiani e due figure, una enorme e disperata, l'altra imprigionata in un dolore sordo nella sua bellezza pallida, abbracciati verso un nessun luogo, sospesi per un attimo dalla vita. Dio solo sa quanto ne abbia bisogno. Così, al vento, allo schiumare della natura, solo occhi e mani e promesse da non mantenere, ma per un attimo, un solo attimo, crederci. Ho voglia di un bacio. E poi potrò andarmente da Memphis. Ovunque si trovi.
L.
disco: "Dirt Farmer" Levon Helm
film: "The Wrestler" Darren Arofnosky
L.
disco: "Dirt Farmer" Levon Helm
film: "The Wrestler" Darren Arofnosky
di mulligan at 21:52:00
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