28/10/2008
Senti come Paul Motian riprende in mano la canzone? Un colpo secco sul tamburo e Bill Evans rientra in gioco in "All For You", e il povero LaFaro rimbalza col contrabbasso. Bum. Che giorni al Village Vanguard, anno di grazia 1961. Febbrili note scaraventate sulla strada di un'estate che sono sicuro sapeva d'entusiasmo. Quando il jazz andava in classifica, elettrizzava le menti, bruciava Marlboro e vite. Chissà se anche quel 25 giugno pioveva. Una sottile pioggia su New York. Dove in Central Park si camminava sotto ombrelli rossi e blue e l'Hudson scorreva e scorreva quasi annoiato. Bum. Poi si usciva dal Village, un qualunque John o Henry o Tom, sottobraccio ad una ragazza mora e si andava incontro a tutto ciò che la notte può portare, a un'alba sfatta di lenzuola, ad una panchina, ad un boulevard, ad un tacco che si spezza e le tue mani sulla spalla ad aggrapparti ridendo, il tuo fiato sul collo, le tue labbra sulle mie e andiamo a casa, andiamo a casa, a mettere quel disco di jazz, perchè stavolta ho voglia di fare l'amore fino a non poterne più. Bill Evans plays for our lost souls. Oh, New York !!
L.
L.
25/10/2008
Riporto con sgomento e raccapriccio, dal blog di Beppe Grillo, le frasi di una recente intervista del senatore a vita, ed ex presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga:
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con AGENTI PROVOCATORI pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma PICCHIARLI E PICCHIARE anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le MAESTRE RAGAZZINE sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Non ci sono davvero parole. A questo emerito idiota non concedo neppure l'attenuante dell'età. E' un fuorilegge, uno dei tanti Pinochet nostrani, e dovrebbe essere fuori dal Parlamento, a vita. Mai dimenticare Genova e il G8, e quello che accadde alla Diaz e in tante altre piccole e grandi tragedie d'Italia. Ecco chi sono e sempre saranno i mandanti.
Diffondete.
Vigilanza e Resistenza.
L.
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con AGENTI PROVOCATORI pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma PICCHIARLI E PICCHIARE anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le MAESTRE RAGAZZINE sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Non ci sono davvero parole. A questo emerito idiota non concedo neppure l'attenuante dell'età. E' un fuorilegge, uno dei tanti Pinochet nostrani, e dovrebbe essere fuori dal Parlamento, a vita. Mai dimenticare Genova e il G8, e quello che accadde alla Diaz e in tante altre piccole e grandi tragedie d'Italia. Ecco chi sono e sempre saranno i mandanti.
Diffondete.
Vigilanza e Resistenza.
L.
19/10/2008
Si comincia sempre dalla luna, non ci posso fare niente. Dylan fende il buio con i suoi mirabili incanti. Ancora una volta, Bob, mi lasci atterrito con questo nuovo "Bootleg Series". Come si fa, a che serve il resto della musica, quando tu tieni nascoste simili perle? Arte, pura e semplice. La luna, dicevo, irrompe attraverso la tenda. Fra le foglie. Fra le assenze. Occhio ingordo di Dio. Realtà e luce. Giornata lunga di preghiera e di abbandono. Col profumo dei tuoi capelli a farmi da contorno anche al sogno. E i tuoi occhi come monete, portati via, nella notte, come rubando in Chiesa, reliquia preziosa nella santa cerimonia della passione. Guidare su due strade e non sapere dove andare. Cercare le tue braccia e non trovarle. Bagnare le mie piante è ciò che rimane. Mantenerle in vita, dietro a tutto ciò che non riusciamo più ad essere, dietro a ciò che non siamo, appeso alle tue labbra come ad un ponte sotto cui scorre un fiume in tempesta. Mi fermo un momento e domani la luna sarà solo scia di metano, gas, e resistenza.
L.
L.
di mulligan at 23:26:00
3 Commenti
11/10/2008
Lo solitudine è necessaria alla scrittura. Se ne ciba, ha spazio per distendersi, crescere, rimbalzare, fare eco, risuonare e tornare, con i tamburi della folla, nella sua tana calda e scura. Fare come un qualunque Salinger, un qualunque McCarthy, e sparire alla folla, all'assedio del rumore: solo così si ha salva la vita. Quanti non comprendono tutto questo? E pensano di essere grandi scrittori, con i loro capelli alla moda e le loro coccarde sul petto. La scrittura esce dalle tane dei ragni, da sotto la terra. Dai deserti. Dalle tue gambe nude e fragili. Da come le tiri verso il petto e mi dici che ti piaccio e non sai perchè. E io lancio i miei occhi come stelle ansiose di un firmamento, di un equilibrio astrale. Ti cerco nel buio dimenticando la civiltà, le urla e il teatro. E' un pugno che si agita il mio desiderio, da dietro la barricata della tua Bellezza. Sono pagine e pagine che mai scriverò, inciampi letterari in ridicole città. Un giorno non sapranno neppure più se sarò morto o vivo. Solo una striscia di sangue in un fiume di stelle. Ma sarò come sempre il migliore.
L.
ps: è morto Haider. Finalmente una buona notizia.
disco del mese, o più o meno,: "Seeing Things", Jakob Dylan
L.
ps: è morto Haider. Finalmente una buona notizia.
disco del mese, o più o meno,: "Seeing Things", Jakob Dylan
09/10/2008
In tempi duri, di crisi, in cui la strada è buia e non sai cosa ti aspetta dietro ad ogni curva è bello ritrovare il conforto di "Blood On The Tracks", Bod Dylan, 1975. Un disco di squisita delicatezza, interiore, con quel dolore sordo di una relazione che finisce, come di un "cavatappi dentro al cuore", e quella voce che raggiunge vette d'intensità insuperata. E' il vecchio discorso di "riportare tutto a casa", di fermarsi un po', a ripensare la vita, mentre la pioggia sferza, scuote e fa paura. Si resta immobili ma anche un po' più vivi. Allora ben vengano tutti i "Buckets Of Rain" del mondo, tutti gli "Idiots Winds" dalle maree del cielo. Io me ne sto qui, e penso a te, a ciò che ci fa gridare il sangue, e alzarci, amarci e tenerci stretti. E va tutto così dannatamente bene, "guardando quei velieri entrare nei moli del porto".
Abbiate cura di voi stessi, ogni tanto.
L.
Abbiate cura di voi stessi, ogni tanto.
L.