18/06/2008

Leggendo la bella biografia di Tom Waits, "Wild Years" di Jay S. Jacobs, mi sono imbattuto in queste belle parole di Tom, sulla musica, le canzoni, noi stessi:

"E' come se lanciassimo le canzoni nello spazio..come se fossero dei meteoriti atterrati nel cortile di casa. Le canzoni hanno davvero strani effetti sulle persone - e, a volte, si sa, possono anche salvarti la vita. Alcune sono come piccole infermiere; altre sono in grado di uccidere; certe muoiono schiacciate sul parabrezza e altre non se ne andrebbero mai via di casa. Le colpisci, ma non se ne vanno; altre ancora non vedono l'ora di andarsene, e non saranno mai scritte. Sono piccole bastarde ingrate. Esiste un solo vero motivo per continuare a scrivere canzoni. E' come ha detto Miles Davis. Perchè sei stanco delle vecchie."

E già che ci sono aggiungo anche questo suo bellissimo pensiero.

"Alcune esperienze tendono ad essere idealizzate dal ricordo, ma la maggior parte di esse viene deformata rispetto a come era nella realtà. La memoria è spesso fonte di dolore: non bisogna buttare i momenti brutti. Io li uso come fiammiferi, li tengo in una scatola e ogni tanto accendo un ricordo."

Altro regalo: la leggendaria performance al Premio Tenco del 1986. Non ce n'è  per nessuno.
http://www.youtube.com/watch?v=50HqPvA0FyE&feature=related

(purtroppo non so come mettere i links diretti. Fate come faceva mia nonna, copiate il link e incollatelo nel browser..sorry)

Mi spiace non vederti, Tom.

Continuando a sanguinare,
L.
di mulligan at 09:49:00 Commenta: