23/08/2007
Qualche tempo che la vita non mi portava dentro ad un cinema. Pochi films attiravano davvero la mia attenzione. Così questa sera ci si è infilati in sala a vedere "E il vento fa il suo giro", piccolo film indipendente italiano, premiato a vari festival locali e internazionali. Grandi aspettative, addirittura superate dopo la visione. Un vero e proprio capolavoro. Un film come in Italia non se ne fanno più da anni. Regista esordiente, Giorgio Diritti, e storia ricca di poesia e senso, nelle viscere aspre delle montagne occitane, dove ancora si può inseguire la propria vita ma dove anche il germe di una società malata e cattiva s' insinua senza speranza. Si esce un po' tristi ma un po' più sani e liberi. Assurdo che capolavori come questi vengano relegati ad una distribuzione nelle sale "a richiesta", asfissiati dalle idiozie cinematografiche imperanti. Ha un bellissimo sito internet, cercatelo, e guardate quando verrà proiettato nelle vostre città. Prendete una persona a cui volete bene e andate a vederlo. La vostra salute vi ringrazierà.
Cosa siamo diventati?
"E il vento fa il suo giro e ogni cosa prima o poi ritorna"
L.
Cosa siamo diventati?
"E il vento fa il suo giro e ogni cosa prima o poi ritorna"
L.
di mulligan at 00:25:00
1 Commento
18/08/2007
Fantasmi dal passato: un uomo all' angolo di una strada che canta inni religiosi e la pioggia (rain) cade incessante, screamin' & hollerin', e il suo nome è Blind Willie Johnson e la sua voce supera il tuono dell' acqua, scuote il Paradiso, e porta giù i Santi in catene e i "Troubles Will Soon Be Over" e la pioggia (rain) continua a cadere e tutto è acqua e fango e slide guitar e tu stai lì nell' angolo a piangere & dimenarti come un serpente quando all' angolo della strada c' è Blind Willie Johnson. E là fuori trascinano un simulacro sotto una luna che sembra cadere dal cielo, sempre più rossa e vigorosa, ma la vera religione sta qui dentro e Blind Willie Johnson me la racconta e il cielo si apre e la pioggia assomiglia a una rivoluzione di preghiere. E forse stasera mi salva.
10/08/2007
Dove siete, partigiani di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.
Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'e' congedo.
Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.
Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.
Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e' mai finita.
"Partigia" Primo Levi
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.
Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'e' congedo.
Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.
Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.
Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e' mai finita.
"Partigia" Primo Levi
05/08/2007
Ciao D. Così te ne sei andato anche tu, in un qualche posto che, vedrai, avrà un sacco di musica da ascoltare, ma di quella tosta, e ci saranno i concerti di Janis, Jimi, dello zio Jerry. Immagina che band: al basso Pastorius, alla batteria Max Roach, o Keith Moon, e come ospite Miles ? Solo che non potrai raccontarmelo, come facevi quasi ogni giorno. Mi lasci alle mie lacrime, perchè porcaputtana mi mancherai e vaffanculo se eri un po' strano, se la vita ti aveva inchiodato, cazzo, mi mancherai e basta.
Il resto sono tutte balle. Ti abbraccio e avrei voluto fare di più, e guardarti sorridere al prossimo concerto. Addio amico caro.
"if i knew the way I would take you home"
L.
Il resto sono tutte balle. Ti abbraccio e avrei voluto fare di più, e guardarti sorridere al prossimo concerto. Addio amico caro.
"if i knew the way I would take you home"
L.
di mulligan at 11:37:00
5 Commenti
02/08/2007
Le note di "Tecumseh Valley" di Townes filtrate dall' anima asciutta di Steve Earle mentre disteso osservo la luce esatta sul soffitto spargersi e morire nell' ombra lontana. Nel silenzio ascolto quella voce mentre l' acqua mi arriva a mezzo volto e penso che D. è in ospedale e che non capivo nemmeno quello che mi stava dicendo e che sembra già tutto così preciso e preparato, ineluttabile e normale, e Dio salvami, tienimi vicino e dimmi che tutto andrà bene, che ogni cosa finirà come un lampo o una bella giornata di sole. Quanto siamo nulla davvero, quanto agitare di braccia e di mani, singulti e rimorsi e addii. Quanta enorme musica che ci accompagna. Quanto penare.
...fare thee well Tecumseh Valley
L.
...fare thee well Tecumseh Valley
L.