28/07/2007
Ciao anche a te, "Visone". Ciao comandante. Aiutaci a non smettere mai di credere nel nostro paese, nelle belle persone, nella ricerca "senza tregua" della giustizia, nel lottare ogni santo giorno contro ogni tipo di fascismo. Ciao partigiano. Oggi quando ancora si legge di gente marcia che da' dello stronzo a Garibaldi e vaneggia di chissà quali lotte liberatorie, tu e i tuoi compagni siete solo notizia da quarta pagina. Dovrebbe essere lutto nazionale, oggi e per sempre. Senza tregua, Giovanni, senza tregua mai, con le lacrime agli occhi e la voglia di tornare sulle nostre belle montagne per liberar l' Italia ancora & ancora. Grazie comandante Visone !
L.
L.
16/07/2007
Antropologia di una festa d' estate: la Festa Della Libertà. Un rapido viaggio nel piazzale azzurro attorniato da igloo azzurri della festa dei ricchi. Un parterre di SUV affamati, luccicanti, lucidati, che sbarcavano signore linde, abbronzate, lungo-gambate, strass-munite, da catenati indorati brizzolati accompagnate. Palloncini azzurri in attesa di suicidarsi. Stand, perchè così dice, da presa per il culo: Mediolanum Banca, follìa e conflitti d' interessi, ipnotici Pro Missioni con gioielli e oro, un' agenzia immobiliare, giuro, e un timido banchetto della birra. Una triste grassona che faceva ballare un quattro-lati di vecchi, un gerontocomio azzurro. Non un angolo per un libro, un' idea, un' Emergency. Esattamente come entrare in un film di Carpenter. Un vuoto pneumatico. Ma azzurro.
L.
L.
11/07/2007
Ma dimmi dove sarà la tua mano, dove sarà il tuo cuore..sventola un pezzo d' impalcatura come una bandiera verde nel cielo a fette di questa sera. Tutto si arrende in fila indiana, a mani alzate sotto lo sgranarsi di luci degli aeroplani che se ne vanno in qualche angolo di cielo col loro carico di corpi, di cuori, di amanti o di sposi. Strascichìo lento e informe, colori abbozzati e poesie gettate da aviatori muti e ciechi sopra la città. E tu dove sei. Da camino a camino ho tirato i miei fili, ho lanciato i miei occhi come biglie colorate, sperando in un rimbalzo, in una sponda d' amore. Ma si resta qui, quasi come vecchi appesi ai ricordi, impiccati ad una moglie che si trascina lungo le vie con un mazzo di fiori morti. Si spalancano i libri, si lecca la fica matura di un film, ci si fa l' amore da soli, stanotte, e ci si aggrappa ad una rondine anarchica per sorridere di nuovo alla vita. Spleen di una nuvola effimera.
L.
L.
di mulligan at 08:22:00
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08/07/2007
Il cinema dei fratelli Dardenne è la quintessenza del mondo che rifiutiamo, che schifiamo, che condanniamo a "2000 anni più le spese". Se ne rimane lì e prende vita e ci crocifigge sulle nostre comode poltrone, ci prende a schiaffi e ci fa capire quanto in fondo siamo tutti un po' morti, ci fa sentire il vento, il freddo e quel pizzico di libertà anarchica che abbiamo dimenticato. Così è stato anche per "L' Enfant", Palma d' Oro di Cannes 2005, inquieto, dolce e agghiacciante come un tubo arrugginito in riva al fiume. E con le lacrime più belle della storia del Cinema, lunga speranza alla vita. Al solito, fatevi del bene, ripulitevi dall' immondizia dilagante e guardatelo.
L.
L.
di mulligan at 21:34:00
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