29/01/2007

E' piuttosto tardi. Quel magnifico vino di Toscana ha poi avuto la meglio su di noi. Qui, dove ti ho costruito la cena del mio compleanno. Dove ci siamo ritagliati l' ansa dell' amore e la pace della tregua. E ora mi richiami, mi racconti di nuovo delle tue emozioni, in fondo ho mani piccole, e sono il solito infantile e incapace uomo di sempre, e ogni volta che vedo il tuo corpo tendersi, col tuo seno caldo su di me, è sempre come alla festa di un santo, un baccanale di stupore e meraviglia.
Il rumore ripenderà poi fra poche ore. La guerra fascista della Chiesa, le urla spaventose e la bava degli idioti, i gemiti a morte di un paese sempre più cattivo ed incivile. E noi sempre avanti, con la tenerezza di sempre.

"..nel 1919 spuntano i primi squadristi, i fascisti della prima ora. Chi sono ? Sono balordi senza arte ne parte che trovano finalmente l' occasione per menare le mani e farsi valere; sono BENPENSANTI spauriti dal bolscevismo, che hanno paura della rivoluzione; sono BORGHESI RAMPANTI, che aspettano il momento buono. Ci sono INDUSTRIALOTTI ESUBERANTI e IMPRENDITORI FURBASTRI che stanno nell' ombra, ma che appoggiano, aiutano, finanziano i fascisti. C'è gente in buona e cattiva fede, che pretende di imporre l' ordine instaurando il disordine...E' gente facile da catturare con la demagogia.."  da "Le Due Guerre" di Nuto Revelli

ah, la Storia...non impareremo mai, massa di coglioni...

'notte...L.

ps: disco del mese di gennaio: "Enough Rope" di Chris Knight
di mulligan at 01:40:00 1 Commento

10/01/2007

E' come se fosse crollato qualcosa all' improvviso. L' asse portante di una galleria, un fallout secco e polveroso nel rigurgito del buio. Non può che essere così. Mi ritrovo senza voce alla vita. Mi ritrovo ad odiarvi tutti quanti. Così, con tutta la mia libertà e la mia bellezza. Così, con ancora il languido pallore della tua pelle. Quale diavolo di schianto amore spacca lacera morde quei giorni andati? E' possibile essere qui in ginocchio ad invocare il mare, una strada, una distesa di fiori splendenti, un corpo amaro e sfolgorante? Quale mistero. Quale fiume rugginoso, storpia curva d' acqua ormai siamo. Perdonami i miei occhi belli, unica forse lacrima viva nel deserto di questi giorni di vento e di sale.

(forse il tuo corpo sbattuto come vela, sfatto d' amore, sulla mia bocca, aperta, forse era la sola vita stanotte, o mai?)

L.
di mulligan at 01:08:00 4 Commenti