30/11/2005

Roba che stasera sembra S.Pietroburgo con Dostoevskij che passeggia scapigliato e con la penna in mano sotto la più grande finestra azzurra che puoi immaginare. Roba che tutti i palazzi si schermiscono in una danza russa e uomini con il cappello si atterriscono vicino alla Neva, o al Don. Poco importa. C' è sempre un fiume che attraversa le grandi città. E così osservo le mie pareti verdi e mi grugniscono sempre le pagine delle Memorie del Sottosuolo come moniti seduti in anfiteatri fin troppo oscuri e personali. Fedor ti hanno assassinato. Nei supermarket, accanto alle banane o ai cuscini di Natale. Appeso al gancio a sgocciolare sangue. Cristo santo!

Oh, il mese è finito. Direi che Ray Shupe e i suoi Rubberband è un ottimo disco del mese. Certo che le chiappe gliele rosica tranquillamente questo splendido live di Paolo Conte. E magari l' eterno stupore di Jackson Browne che fa saltare su di un piano, ancora e ancora, quelle canzoni che san di primavera e di oceano pacifico. Bella lotta. Un bacio alle signore.

di mulligan at 22:24:28 4 Commenti

26/11/2005

LO SFORZO DEGLI OCCHI

Guarda
si vede l' autunno da qui
sfuma laggiù nella polvere
dietro i palmi aperti di Dio
fra le coscie di miele
delle donne

Guarda
si vede il tuo bel viso
cadere al ritmo di una foglia
sfiancato dall' immorale
curva di questa salita
di città

Guarda
sopra i miei begl' occhi
c' è un fiume di viziosi gatti
la morte lenta di
settembre
raggrumata
in sangue
salato

Guarda
se trovi le mani fra
le tue vene calde pulsanti
di vita accesa smembrata
solidificata dal sole
che pende
come da un
quadro
      inchiodato            
                da una musica

Guarda
gli schiaffi delle tempeste
ci hanno spalancato
come conchiglie risuonanti
di grida d' amore violato
gettato
       sulla crosta
                   della nuda
                             Terra
a morire
sotto l' idiozia
dei tacchi

Guarda
si vede l' autunno da qui
e rami e rami e rami
come
mani
d' ossa.

di mulligan at 22:19:27 3 Commenti

19/11/2005

Appena di ritorno, in una sera azzurra di freddo intenso, da un piccolo, magnifico, concerto in un piccolo paesino appoggiato sui colli. Un tributo a Neil Young, per i suoi 60 anni. In un accogliente teatro, con il suo volto appeso dappertutto, e una platea gremita. Incredibile. Il caro bisonte canadese che risuona con lancinante passione sugli strumenti dei Rusties. Questo significa l' immortalità. Raggiungere ogni angolo di mondo conosciuto e tu chissà dov' eri, Old Man. Un furioso ondeggiare di chitarre a cantare del maledetto Cortez, la disperazione dei loners, le facce rugose degl' indiani, e le finestre blu al di là delle stelle. C' era tutto, questa sera. E lo sguardo stranito della mia piccola donna alle dita alzate di "Rockin' In a Free World". Ah, il rock, quello vero! Ho sempre più l' impressione che tu assomigli a un treno nodoso che trancia la prateria, che viviseziona il mito del deserto, sei movimento. Mi dai sempre l' idea che Juarez sia dietro l' angolo di questa strada. Un Clint Eastwood con l' elettrica. E poi là fuori davvero stasera si potevano vedere le finestre blu appena al di là di quella stella. Davvero, Neil. Helpless helpless..
di mulligan at 01:21:47 Commenta:

15/11/2005

Sto aspettando una rosa, o un qualcosa di blu cobalto con lunghe gambe magre e il rossetto sghembo. Intanto tengo qui vicino un libro di poesie di Dylan Thomas. Diamine, non sono mai riuscito ad uscire dai suoi labirinti, o più probabilmente nemmeno ad entrarci. Me lo immagino, sconvolto e ispido guardare l' ultimo sole a 39 anni scosso dal delirium tremens. Che brutti saluti, i poeti ! Forse un giorno, caro il mio gallese, ti amerò come gli altri. Sinceramente ti sfoglio un po' per noia stasera, quasi uno scudo alla mia erezione. "Venne da me invasata, // colei che fa entrare dal muro rimbalzante l' ingannevole luce, // invasata dal cielo". Ti rubo qualche frase, gallese ubriacone, e decido il da farsi. Nessuna schiena dalle nude vertebre, nessun airone nudo boccheggiante d' amore, niente ancora. Meglio rientrare le reti alla riva, magra sera.

ps: com' eri eccitata stamattina!

di mulligan at 23:24:00 3 Commenti

13/11/2005

"No direction home". Qui con la mia scodella di tisana e "It's All Over Now, Baby Blue" che si sparge come polvere di rosa qua attorno. Domenica sera dedicata a Bob Dylan scarnificato con leggiadrìa dal grande Martin Scorsese. Io dico sempre che tutto ciò che sono, e non sono, lo devo ai miei genitori e a Dylan. Non c' è nulla da fare, basta avere un minimo di intraprendenza intellettiva e una buona predisposizione al coraggio-spacca-ossa del nostro tempo e un film, racconto, documentario, atto d' amore, capolavoro, come questo di Scorsese può farti esplodere il mondo in catene che ti porti dietro. Deflagrante. A rotta di collo attraverso la Storia, la Musica, il Mito, la Poesia, tutto inchiodato sul perno smunto e spiritato e psichedelico di Dylan. Da lanciare contro le finestre delle Scuole per fare a pezzi le ultime decadenti cariatidi di questo medioevo. Nuove menti e nessuna direzione sicura verso casa. Da amare. Da avere.

 

di mulligan at 22:54:37 7 Commenti

06/11/2005

Una lettera. Scritta da Woody a Rosylee, bambina a cui era appena morto il padre. Una delle lettere più belle che io abbia mai letto. Leggetela e fatela vostra. Per sempre.

"Rosylee oggi non è venuta alla lezione di ginnastica. Suo papà è morto e alcuni dei suoi compagni di classe non le hanno mandato nè fiori, nè un telegramma, nè un biglietto. Ecco perchè Rosylee oggi non è venuta alla lezione di ginnastica. Alcuni non sapevano neppure della morte di suo padre. Altri lo sapevano ma non hanno trovato le parole. Altri si sono chiesti a che cosa potevano servire le loro poche parole. Altri hanno pensato a lui e gli è venuto un nodo alla gola. Alcuni non avevano abbastanza soldi per scrivere o mandare un telegramma. Alcuni avevano visto il proprio padre morire e scomparire senza tanti fogli o pile di lettere e telegrammi e fiori. Altri hanno visto altri padri e figli e madri e sorelle e fratelli e zii cadere da qualche parte tra la polvere di una pallottola o il fumo di una bomba. Rosylee vive in una grande fattoria su una collina con intorno tanti monti e vallate piene di foglie e di alberi che l' aiuteranno a riprendersi dalla perdita del suo papà. La maggior parte di noi non ha neppure questo, Rosylee. Io sono un papà, un padre. Ci sono sei persone che ormai fanno parte della mia vita e mi tirano la manica per chiedermi un cono gelato. Ma quando me ne andrò, indipendentemente dalla strada che prenderò, non importa quando succederà, non voglio, Rosy, che delle vere amicizie entrino in crisi per sciocchezze come biglietti, lettere e telegrammi, e neppure soldi, case o per mazzi di fiori. Nessuna di queste cose è importante. I miei figli vorranno bene anche ai loro amici che non vogliono o non possono scrivere, e vorranno bene a quell' amico che cercherà di mandare qualcosa. E se qualcuno dei miei parenti o amici si azzarderà a mettere in piedi una stupida manfrina del genere su di me dopo che sono morto, giuro che mi trasformerò in una ululante tempesta di lampi e romperò tutti i vetri di tutte le finestre di tutte le case in cui andrete ad abitare. Rosy. Rosylee. Torna nella tua classe di ginnastica, e piangi, sfogati, e poi asciugati le lacrime con il costume da ballo finchè i suoi colori non ti coleranno addosso. E racconta a tutti che ti sei pestata un alluce e che sei dovuta stare a letto per un po', ma che adesso sei tornata e stai bene."

di mulligan at 01:14:48 2 Commenti

06/11/2005

Un sabato di riconciliazione. Con l' autunno e con il siderale suono del nulla. Riscoprendo il vecchio hobo perduto sul "freight train" della mia carne: Woody Guthrie. Oh, Woody, quanto tempo ho passato sulle tue canzoni che entravano dentro me come armate di pace e nuovo sangue! Febbrile, coi vecchi dischi Ala Bianca, eredità Folkways, a capo chino a tradurre le tue parole che mi aprivano come la barba di Walt Whitman nuovi orizzonti americani. I tuoi vagabondi, la tua morte assurda, la nascita dei sindacati, la presa di coscienza della lotta. Ora e sempre. Un atto d' amore. Così questo splendido DVD chiamato, ora e per sempre, "This Machine Kills Fascists", mi sta riportando a te, all' America, vecchio orso zuppo di miele, che amo. E da te, giù, a strapiombo sulle corde di Billy Bragg. God Bless Ya Billy ! E ora, mentre le ore non suonano già più, le musiche-piuma di Danny Elfman, anima musicale di Tim Burton, a risuonare appena. Lasciamo che piova, in fondo, vecchi eroi, è bello ritrovarvi sul mio cammino. Avevamo solo due velocità differenti sull' unica strada percorribile.

"Sarò un uomo, il meglio, il peggio, il più vivo che posso. Un uomo il più caldo che posso e un giorno potresti arrivare a chiamarmi il menestrello delle tue parole."

(Woodrow Wilson Guthrie, 1912-1967)

di mulligan at 00:59:11 Commenta: