03/05/2005

Così mi sono messo a leggere i tuoi racconti in questa sera calda. Mi fa compagnia un po' di Vecchia Romagna e la mia anima leggera. Ho avuto un incontro intenso stasera, grazie V. Ma poi mi sono perso lì, fra le tue parole. Avrei preferito fra le tue gambe, in realtà. Ma anche la parola ha la sua magìa, la sua tensione, il suo ventre molle e umido. Poi me ne sono restato alla finestra a guardare il mese di maggio. La casa nuova ne ha una spalancata con le tende rosse. O forse è una luce, rossa. Forse qualcuno rallenta il Tempo stringendo un corpo nudo, al di là dei cortili. La bellezza di un seno bianco visto di sbieco, pesante e delizioso, ad una luce fioca. E poi ho letto e ti ho guardata, con un sorriso, tipico di chi davvero non lascia traccia alcuna. Forse è un po' triste, però mi piace che scrivi, e che lo fai bene. Però resto dell' idea che avrei dovuto ascoltarmi quel Jackson Browne del millenovecentosettantatre. Ma va bene anche così.
di mulligan at 00:28:53 Commenta: