17/04/2005

...e poi tu starai lì con la tua razionalità imperante a riportarmi
dentro alle tue domande e a quelle mani sempre troppo piccole e
delicate. A mostrarmi i tuoi fiori più preziosi, uno ad uno. E io poi
a cercare di non affondare nel tuo corpo caldo coi miei occhi più
luminosi e più tristi.
Ho voglia di farti l' amore. Di sentirci liberi, e di non tremare più
davanti alla vita che chiude le porte dietro di noi.
Non sarei nulla senza di te. Non sarei niente questa sera, sarei come
il mio cane scodinzolante poche ore prima di morire. Come il
laboratorio di mio padre, svuotato di tutti i sogni e di tutte le
fatiche.
Mi pioverebbe dentro, quando tirerebbe vento, e non mi asciugherei
nemmeno col sole più caldo...
di mulligan at 22:19:58 Commenta:

13/04/2005

Così, ogni tanto, mi capita di guardare le persone mentre al volante aspetto che il semaforo diventi verde. Mi piace immaginare dove stanno andando, scrutare come camminano, o da quale vita siano assediate. Come sono i loro passi quando sono da sole o quando sono in compagnia.

Oggi c' era questa persona anziana, molto anziana. Gli ho dato 80 anni. Era tutto vestito elegante, quasi in abito da matrimonio. Camminava da solo sotto un bel sole e portava in giro i suoi anni con estrema serenità. Così mi è parso. Mi sono trovato con un sorriso stampato sul volto e un' estrema sensazione d' invidia, sentimento che non mi appartiene. Potessi, ho pensato, arrivare io alla sua età e camminare così, sotto questo bel sole di primavera incurante della vita che sbraita e, in abito elegante, sorridere al tempo che se ne va. Poi ancora una volta tutto il rumore della città, delle mie ossa, del mio sangue, me lo ha fatto perdere di vista. Fateci caso anche voi, ogni tanto. Fa bene.

Sto ascoltando "Nina Ti Te Ricordi", una canzone bellissima, in dialetto veneto, credo di Gualtiero Bertelli, cantata recentemente anche da De Gregori/Marini in quel capolavoro che è "Il Fischio Del Vapore". Canzone di pura bellezza. Cercatela.

"Nina ti te ricordi / quanto che gh' avemo meso / andar su sto toco de lèto / insieme a fare l' amor.." .. 

di mulligan at 23:17:54 Commenta:

06/04/2005

La cosa a cui bisogna fare più attenzione quando si vive da soli e il buio allunga le sue mani è la paranoia. Già, è come camminare per queste grotte, la paranoia, ogni suono rimbomba, ogni vena che pulsa ha un senso e ogni più piccolo dolore o pensiero diventano come quei palloncini colorati delle fiere: fanno chiasso e s' involano. Se perdi sangue ne perdi un po' di più di una giornata col sole, se hai una malinconìa improvvisa non basta una finestra illuminata, necessiti urgentemente di palazzi e di voci e di "ciao, come stai". Non ti basta più il cielo di quando eri bambino e te ne stavi rannicchiato ad inseguire i tuoi sogni. Non ti basta più nulla. Il muro fa rumore perchè tu lo percuoti, la sedia se ne resta capovolta perchè tu non la giri, le piante vivono o muoiono perchè tu hai o non hai le mani sul volto. E' uno strano potere che vive nella gabbia dei leoni, questa lunga mano sola, questo passo incerto. Sono riuscito a fare tardi anche questa sera, ma, ecco, ho paura persino del sonno, ora, ho paura persino del mio copriletto arancione. Resto qui in compagnìa di me stesso. E di un biglietto di auguri di Pasqua arrivato troppo tardi. Come spesso accade. Non ti muovere. No, non farlo.
di mulligan at 01:35:38 Commenta: