31/03/2005
E' come un quadro surreale. Io col viso fra i suoi seni e ...
lei: "Domenica vai a votare..?"
io: "Beh sì..." e intorno il buio e il calore del suo corpo e del mio ...
lei: "E cosa voti..?"
io: "Rifondazione Comunista.." riemergendo un po' stupito ...
lei: "Ma lo sai che Bertinotti vuole eliminare la proprietà privata ?!"
io ho cominciato a ridere, è stato troppo surreale, un misto fra un film di Woody Allen e un quadro di Dalì. E poi mi sento chiedere perchè rido, perchè cazzo stai ridendo idiota! Dio santo ma ti sembra il momento per parlare di queste cose? E' un mondo sorprendente il mio. Magari anche il vostro, ma il mio è un turbine di chicche. Alterno depressioni a piccoli sapori dolci in questi giorni. Sembra tutto fuori controllo, un' enorme sonda spaziale che precipita in fiamme.
La canzone di stasera è "Deanna" dal delizioso, imperdibile, box di Nick Cave. Roba da grotte e da sottobosco.
29/03/2005
24/03/2005
Bisogna aggredire gli scalini due alla volta soprattutto in serate come queste arrampicare come gechi su in su verso l' alto e lasciarsi alle spalle le luci della città e le donne tutte quante le troie e quelle sante e sperare di trovare un anfratto di caldo da qualche parte e voi e le vostre pareti colorate del cazzo e i vostri sorrisi e i vostri giudizi sparati a caldo come un mastice fra voi e il vuoto eccomi qui a riempire di furore e di dolcezza le vostre notti inutili sopra al mio copriletto azzurro sì sono inutile perchè scompaio nel buio e nel silenzio stupefacente delle strade e posso ancora un confetto? uno solo e poi dio vi benedica e sperate che non vi lasci crescere un cancro da qualche parte succhiatemi via la vita che volete e anche il cazzo se vi va ma porcodio cercatevi un altro poeta o un altro uomo che vi porga le spalle ce ne sono mille meglio di me più vuoti di voi belli vestiti alla moda ributtanti scheletri di stupido fango depilati cani randagi che scoperanno voi e la vicina di casa amore ti voglio bene e odorano ancora di fica e perfavore domani vengo da te e ti voglio felice oppure vaffanculo sei una merda te e i tuoi morti e la tua musica e la tua strada lunga bellissima e piena di erba che nasce e fiori azzurri scrivimi un libro amore come quello della TV così avrò un orgasmo e la mia anima salirà come un cazzo eretto
....
21/03/2005
Una vecchia poesia che respira ancora...dedicata a E. ...e ad un primo giorno di primavera così lontano, così vicino...
LE MURA DI MARZOLungo le Mura dolenti di questa città senza mani da donarti in una notte perfetta ad osservare il cielo di Marzo sentinelle in attesa di nemici ormai polvere e prati in fiore. Attraverso strade di una storia dolorosa c' incamminammo sorpresi dal calore della sera ciondolando come amanti come rose adulte in una tormenta. Era come un mare silenzioso la città sottostante, muta e luminosa davanti ai tuoi sorrisi e alle mie mani stanche. All' improvviso non c' era più confine fra cielo e città fra luci di case e stelle fra le costellazioni e le nostre anime bianche. C' era un abbraccio lassù sincero e fragile e il tempo scendeva dalla Rocca su di noi sorprendendoci alle spalle come un angelo in missione lassù c' erano i tuoi occhi scuri e i miei occhi chiari. Non sono stato in grado di abbracciarti per la notte la tua figura è scivolata fra le dita come sabbia il mare ti ha reclamata alzando una marea da naufragio dall' orizzonte. E le stelle andavano da sud a nord E le stelle restavano ad affogare in cielo E le stelle andavano da sud verso nord.
18/03/2005
AFA
Le tue labbra, denti
e isole d' amore
fra tempeste
di buio
e pioggie
immense
sulle vie
cardinali
degli occhi tuoi
rischiose
paludi
d' immenso
e salato
riflusso
dove
resto
segreto
e
nel sonno
inciso -
oh madre, oh padre
nel vostro giardino
di Carne & Foglia
si muore in cielo
si muore in terra
si rimane in effimera
preghiera
via
via
nelle lunghe
migrazioni
degli
uccelli
o delle
alate
solitudini -
nelle braccia tue
resto
figlio e uomo
amante o
vuoto scafo
di luce
nelle onde
dense
del tuo arreso
corpo
nello
spettro
della
sera -
sonagli
da bimbo
percossi
queste tue bianche
assenze
lenti
passi
fra stanche case
fiumi
d' aspra
acqua
scrosci
di
ribaltata
vita
sull' afa
di questa
primavera
12/03/2005
Era una di quelle giornate d' estate che capitano raramente, soprattutto nel mese di luglio. L' aria fresca e il cielo terso, quasi trasparente, d' un azzurro magnifico e a Villafranca, in quel di Verona, si esibiva Bob Dylan. E' stata l' estate dell' innocenza, dell' amore, dei grandi sogni, della vita che spalancava finalmente le sue coscie misteriose. E quel giorno Dylan era vestito di bianco, sorrideva e m' ha regalato una delle più belle emozioni di sempre. Fu un concerto straordinario. Era la festa dell' Indipendenza in America, il 4 di luglio, ma lui era lì, in quel mistico castello a cantare solo per noi, con voce chiara e un' intensità rara. Il più grande, senza dubbio. Ricordo i miei occhi chiusi durante "Simple Twist Of Fate", a lungo sognavo di ascoltarla in un suo concerto, e i brividi che salivano fino alle stelle e alle rondini spaventate. E i miei pensieri a L., durante le canzoni. C' era la musica, c' era l' emozione per qualcosa che poteva diventare grande, c' era il leggero tepore dei sogni. E poi c' era "Boots Of Spanish Leather" e i volti di chi mi stava accanto. Ricordo due ragazze davanti a me, una piangeva di gioia, l' altra mi guardava e sorrideva. "Ah, ma s' io avessi stelle della notte più nera e diamanti dall' oceano più profondo / li lascerei tutti per i tuoi dolci baci, / chè è di aver quelli che io sto sognando". Ah, il silenzio irreale, commosso, la grande mano calda della Poesia. E il ritorno a casa. Con un cuore di più, e il febbrile desiderio di raccontare a tutti l' esperienza. Non sapevo che quella sarebbe stata la mia ultima estate. Che la mia piccola svolta nel destino sarebbe arrivata come un treno, deragliando.
Stasera sono qui, ho rispolverato quel concerto, lo riascolto e mi scuote. Siamo ancora sulla strada, Bob, diretti verso un altro incrocio...."tangled up in blue".
E voi tenetevi il vostro Renga.