24/02/2005

"Senti, ti fa niente se ti chiedo di andar via, che così me ne vado a letto?"..lei, a voce bassa, "va bene..ma..come vuoi.."..silenzio, gelo, un po' d' incertezza, il mio mal di stomaco che mordeva le ossa, il suo tenero abbraccio da dietro e il suo volto triste e sopreso, anche se nel buio non lo vedevo, che era lì inerme a cercare un po' di luce dalla luna e le Logan accanto al divano. E poi qualche bacio, così, tanto per non lasciarsi proprio male. Diavolo, non ne vedevo l' ora. Sono quelle serate che non funzionano per nulla. Quando non sai di cosa esattamente hai voglia, ma sai perfettamente di cosa, invece, non hai voglia: di restare disteso semi-addormentato sotto ad un piumone azzurro a fissare il vuoto e a sentire le goccie insistenti della notte che se ne va mentre una donna accanto a te è rinchiusa nella sua lunga stanchezza e ti toglie quel poco di fiato che ti rimane.

E poi, scusa, hai sempre quelle stupide mutandine bianche.

 

di mulligan at 23:44:44 4 Commenti

23/02/2005

I'LL FLY AWAY

Some bright morning when this life is over
I'll fly away
To that home on God's celestial shore
I'll fly away

   I'll fly away oh glory
   I'll fly away (in the morning)
   When I die hallelujah by and by
   I'll fly away

When the shadows of this life have gone
I'll fly away
Like a bird from these prison walls I'll fly
I'll fly away

Oh how glad and happy when we meet
I'll fly away
No more cold iron shackles on my feet
I'll fly away

Just a few more weary days and then
I'll fly away
To a land where joys will never end
I'll fly away

(..splendida canzone tradizionale, procuratevi il film "Fratello Dove Sei?" o

la sua colonna sonora...sono cose che ti rimettono al mondo...)

di mulligan at 10:39:18 Commenta:

23/02/2005

Ho passato quasi un' ora al telefono con la mia amica E. con le sue storie di sesso sul posto di lavoro. Sembra che dove lavori lei tutti scopino con tutti. Un intreccio noioso di corna e controcorna. Peccato che non assumino. Mah, sarà così dappertutto? Io non me ne sono mai accorto anche se conosco casi anche dove lavoro io. E comunque sono discorso mattutini da Costanzo o da televisione di quarta categoria. E non capisco neppure perchè li racconti a me. Non m' ha neppure eccitato. Cattivo segno. In realtà stamattina avevo solo voglia di alzare il volume con gli Old Crow Medicine Show e la loro miscela eccitante di musica appalachiana. E con miss Gillian Welch. Altamente consigliata. "Cocaine gonna kill my honeybeeeee".

Un giorno di questi dedico un post a F., anzi Fabio, lo chiamo col suo nome, tanto se n' è andato un po' di anni fa coi suoi occhi grandi e i suoi 15 anni. Non so bene perchè ma ultimamente  mi sono trovato due volte a parlare di lui con alcune persone. E' qualcosa di prezioso, ciò che riporta sempre in equilibrio la mia vita. Ciao Fabio.

E' morto Don Giussani, un delinquente in meno. Anche se i suoi danni purtroppo li ha già fatti, e il suo Moloch cammina anche senza di lui. La sua organizzazione fondamentalista non taglia teste ma rovina le persone deboli, e, purtroppo, ne ho conosciute. Come la droga pesante. Vorrei che Cristo tornasse presto. Sai che calci nel culo che girerebbero.

Disco del mese: "Mercy Now", Mary Gauthier.

Torno presto. Con le mie lacrime allo zenzero.

di mulligan at 10:13:02 2 Commenti

17/02/2005

Non è che l' Hammersmith Apollo di Londra, però a me sembra che sia qui in queste grotte, col palco là in fondo e gli ululati di Tom Waits che cantano i peccati dei padri e io quasi nascosto con questa stupenda scura in mano, Guinness, a cercare di capire se ho la pressione alta o se solo il sangue mi è diventato aspro e cattivo e ciondolo un piede e scuoto la testa e applaudo a quel cazzo di Tom che vi sputa via dalla vostra inutile vita distesa su divani in finta pelle e vi scuote e vi dice di dare un senso alla carne e alle candele in fila sul bordo della vasca da bagno. Sono in trappola. Da tanto tempo. Ho ancora i tuoi biscotti a forma di cuore appesi ad un nastrino rosso che se ne restano stecchiti col loro zenzero scaduto. Eppure la mia pelle lo sa che mi vuoi bene e la mia bocca e i tuoi occhi chiusi. Eppure sono qui stasera. Ascolto quest' uomo e la sua rivoluzione dell' anima. Si applaude. Io ho finito la mia birra e sono triste. Chiudo la porta e i tuoi biscotti si asciugano nel vento. Nel vento.
di mulligan at 22:13:59 12 Commenti

04/02/2005

Raccolgo il tuo spunto sul tango, cara B., e questa sera lascio fluire nell' aria ferma di queste grotte le melodie di Piazzolla. Adoro questo artista. Ha in sè tutta la misteriosa bellezza e sensualità dell' Argentina e del Sudamerica tutto. Ho costruito viaggi sulla sua musica. Perfetta per i viaggi in treno, col naso al finestrino a guardar scorrere la terra e le vite degli uomini. Non ci si può non commuovere davanti a una melodia come Oblivion, al piangere dolce del bandoneòn di Astor. E' come un abbraccio in un giorno di pioggia. Fra l' altro oggi, mentre guidavo nel traffico, sono stato rapito da qualche ricordo, giunto da chissà dove. Non sono una persona che si sperde nelle rimembranze, ma sono stato sorpreso e mi son rivisto, ho rivisto le mie vite passate, e l' allegrìa curiosa dell' infanzia. E sullo sfondo le macchine che passavano sulla superstrada. E' proprio vero che si va avanti, che tutto scorre, e che ogni tanto fa bene fermarsi, qui, ad ascoltare una musica, con un pizzico di liquore e una malinconìa leggera. Buona serata a tutti voi.
di mulligan at 21:47:24 18 Commenti

03/02/2005

Qualche riflessione mentre mi ascolto "L' uomo coi capelli da ragazzo" di Fossati. Ieri sera la mia donna mi ha fatto impressione. Improvvisamente l' ho vista invecchiata di anni, avvolta nel suo grosso giubbino giallo, quasi assente con i suoi begl' occhi velati. Quasi un iceberg che si schianta contro di me, tranquilla nave da crociera, Titanic moderno. E mi ha tirato giù, aggrappandosi con le sue piccole mani al mio corpo ansioso. E poi le solite domande, nel buio senza luna, cos' hai? cosa ho detto, cosa ho fatto? Avevo solo carezze ma un po' beffarde, sarà per la prossima volta, pazienza. Stasera è andata così, e ho visto in faccia tutta la spaventosa vecchiaia che ci aspetta. E mi sono addormentato con la testa sul suo cuscino, deluso e lontano, tenendo a bada i ricordi che squittivano come topi. Come una telefonata da un ex-compagno di scuola che dice "manchi solo tu, alla cena" e io non so nemmeno che faccia hai, non so nemmeno cosa volete da me, "facciamo una fotografia, dai vieni", no grazie, dimenticami, e masturbatevi con le vostre vite o spiando le belle gambe della compagna di banco che parla di saldi e di come stai bene, di cosa fai, ciao, a fra vent' anni, che così ci contiamo di nuovo e, scusa, ma non ricordo più il tuo nome. Non lo ricordo più. Quante volte sei già morto? Una tazza di mate e un po' di coraggio, e si va anche oggi. E in mezzo al cortile tengo l' anima per me.

di mulligan at 09:43:43 5 Commenti