14/01/2005

Prima del diluvio. Ho pensato a quel balcone sopra il mare. Oh, beh, il mare lo vedavamo di sbieco, ma era lì, il suono possente, un andare e tornare immenso, di notte e di giorno, e quando si smetteva di ridere o di restare sospesi nell' amore, ci si zittiva e ci si diceva "lo senti? lo senti, il mare?". Come bambini che ascoltano suoni misteriosi. E poi c' era quel balcone, con la ringhiera in ferro battuto, dove la mattina ci stringevamo e io sospiravo via la vita ingorda e tu mi stavi nelle braccia con la faccia verso quell' aria pulita e sorridevi e la guerra era così lontana, così lontana. Era una stanza da signori, in un albergo d' altri tempi, da mareggiate di sogni. E le fotografie nel tepore morente dell' estate. Sì, tu su quel balcone, come una regina e io malfermo sulla spiaggia che sa di fiori a cercare di rubarti e abbandonarti nel tempo. E ogni via, ogni strada, ci riportava sempre nell' ansia meravigliosa del mare. Si spalancava sulla luce. E ci portava via. Nelle ore migliori.
di mulligan at 10:22:05 Commenta:

14/01/2005

Una poesia di Jacques Prévert. Stamattina ho nostalgìa della Francia. E non l' ho mai vista.

In un giardinetto su una panchina
C'è un tale che vi chiama se passate
Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio
Fuma un piccolo sigaro è seduto
E vi chiama se passate
O più timidamente vi fa un cenno
Non bisogna guardarlo
Non bisogna ascoltarlo
Ma tirar dritto
Fingere di non vederlo
Fingere di non averlo neppure sentito
Passare via frettolosi
Perché se lo guardate
O se gli date retta
Vi fa un suo cenno e niente nessuno
Vi può impedire di sedergli accanto
Allora vi guarda in faccia vi sorride
Facendovi soffrire atrocemente
E lui continua il suo sorriso
E voi stessi sorridete esattamente
Di quel sorriso
Più sorridete e più soffrite
Atrocemente
E più soffrite più sorridete
Irrimediabilmente
Restando fissi là
Come congelati
Sorridendo sulla panchina
Bambini giocano a due passi da voi
Passanti passano
Tranquillamente
Uccelli volano
Volano via da un albero
Si posano su un altro
E voi restate là
Sulla panchina
E già sapete bene
Che non potrete più
Giocare come quei bambini
Sapete che non potrete più
Passare come quei passanti
Tranquillamente
Né che mai più potrete volar via
Lasciando un albero per l'altro
Come quegli uccelli.

                                    Jacques Prévert

di mulligan at 10:07:10 Commenta:

14/01/2005

Proviamo con un post mattutino. Non sono nemmeno le nove del mattino. Però è venerdì e questo connota già positivamente questa giornata. Giornate un po' smorte, care grotte, alla ricerca della forma perduta. Credo che mi farò uno splendido bagno caldo, di quelli con la schiuma e i pensieri che fanno fumo. Diavolo, letta così è interessante, però mi manca giusto giusto una gentil donzella a lavarmi la schiena e a farmi da paperella (non gonfiabile, però). Amen. Cercherò di rilassarmi comunque. Ho Edith Piaf che canta questa mattina. Mi sembra di vedere la Torre Eiffel o il suono della Senna, ma mi sa che è solo il contrito campanile e la fresa del fabbro. Ah, immaginazione, salvami tu. Buona giornata.
di mulligan at 08:57:14 Commenta: