01/02/2010

A vederlo suonare sembra quasi che il palco  sia un inginocchiatoio su cui lasciare tutta la disperazione e la cattiveria della sua vita. Un luogo dove espiare i peccati e chiedere scusa al Dio della Musica, alla celestiale potenza di una qualche deità sentitasi tradita dal dono immenso della Bellezza che gli aveva dato. Assorto, sofferente, fin dagli anni dove tutto era possibile, nella ruota di macina della droga, negli spizzichi bianchi del'Amore, nel crollo infinito delle rughe sulle rughe, degli spasmi e dei voli "su verso il sole". Sbianca sempre di più il giorno, all'inverno si vedono le ossa, arrivano dei suoni diversi. E' come guardare giù dal  ponte, Chet, e vedere scorrere la tua musica. Mi rallenta sempre, mi ferma, come quando da bambino m'innamoravo dell'estate, delle cose e delle gambe delle donne. Mi sospende. E mi mette le ali. Già, mr. fottuto Baker, "come se avessi le ali". Proteggimi.

L.

film: "Parnassus" di Terry Gilliam.
di mulligan at 01:28:00 1 Commento

23/01/2010

Il dolce violino di Carrie Rodriguez, la voce di Chip Taylor, la rarefatta chitarra di Bill Frisell e una manciata di grandi canzoni, e la strada per questa notte è segnata. Strada che John Hillcoat ha impresso in immagini basandosi sul libro di McCarthy. Gran bel film, gran bel disco, gran bella solitudine. Saltellando sugli strumenti a corda, nel volto stupefatto del "ragazzo" di "The Road", nello spacco luminoso di una notte di gennaio come tante. Nello sguardo viola di un bicchierino di vodka. Nell'angoscia della morte di un padre, nello scuotersi dell'innocenza che se ne va un'altra volta e per sempre. Perchè non lo sappiamo cosa c'è in fondo alla strada. Lacrime. Capita di commuoversi, di sentirsi vivi, di tracciare una linea da un tempo ad un altro tempo e di accorgersi che siamo ancora lì, in ginocchio, ad urlare "perchè", quando tutto non ha davvero un senso. Orfano, fintamente solo. Profondamente doloroso. Arrotolato attorno all' Apocalisse, ridendo e barcollando.

L.

disco: "Live From The Ruhr Triennale" di Chip Taylor & Carrie Rodriguez.
film: "The Road" di John Hillcoat.
di mulligan at 23:12:00 Commenta:

10/01/2010

Big Sur, di Jack Kerouac, mi guarda, consunto, le pagine un po' ingiallite, con quella specie di hippy barbuto disegnato in copertina. Una vecchia edizione degli Oscar Mondadori. Se ne è stato lì per quasi vent' anni e poi stasera è riapparso portato a spasso dal bellissimo progetto "One Fast Move Or I'm Gone", disco più DVD, che racconta di quella capanna a Big Sur, California, dove nel 1961 Ti Jean scrisse il poema sull' Oceano, tremante nella sua solitudine dorata. All'improvviso ho rivisto le parole segnate dall' evidenziatore giallo, tutta la mia genesi di uomo, al febbricitante e vorace scoperta di un autore seminale per la mia anima, per ciò che sono. Ricordo che riportavo tutto su un quaderno (The Book Of Dreams, per citare un altro libro di Jack) e morivo di languore su quelle strade lunghe, dritte e letterarie. Mai uscito da queste vene, Jack. Ti porto con me fra tutto l'acciaio sporco di questa città. Calore, alberi, scrosci di onde e vino. Tutto rimane. Gli altri invecchiano, noi rimaniamo giovani per sempre. Sfoglio il libro, col suo odore di buono. Arriva da un'altra dimensione e mi fa da specchio. Perchè tanto "siamo spazzati tutti via fino al mare qualsiasi cosa diciamo siamo o facciamo". Non è che ti rimetto via, Jack, accendo una candela nella libreria della mia anima. Big Sur, dove sei.

L.
di mulligan at 23:42:00 1 Commento

05/01/2010

Nuovo anno. Guardavo sta foto di "Bloody Sam", Sam Peckinpah. Occhiali a specchio, sigaretta, barba. Qualcosa che arriva sicuramente dagli anni '70. Mi chiedo se si possa capire il pensiero di quell'istante. Un vaffanculo. Un lasciatemi in pace. Un hey senti vieni di là che te la lecco un po'. Povero Sam. Lottava contro tutto e tutti. Perennemente incazzato. Però ha lasciato tantissimo. Cinema che ancora oggi ribalta lo stomaco e il cuore. Oh man, Sam. Dividerei questa vodka con lui. Mi parlerebbe di Cinema, di libertà, qualche insulto, e poi abbasserebbe senz'altro la tesa del suo Stetson. Secondo me era più solo di quello che voleva far credere. Io almeno non lo nascondo. E' qui da vedere. Io e Sam stasera ci vorremmo bene. Mah, solo un pugno di pensieri al confine di qualche cosa. Non bastano i tuoi splendidi seni per riportarmi nel mondo. Ed è già il 2010.

L.
di mulligan at 23:26:00 Commenta:

31/12/2009

Tempo di consuntivi, tempo di ultimo giorno dell'anno. Qualche classifica, di ciò che mi ha tenuto vivo, affamato e che mi rende, giorno dopo giorno, migliore. Come al solito, non fermatevi solo a leggere. Cercate, cercate, cercate.

I 10 MIGLIORI DISCHI DI QUEST'ANNO:

1) "Electric Dirt" - Levon Helm
2) "Oh My God Charlie Darwin" - The Low Anthem
3)  "American Central Dust" - Son Volt
4)  "Townes" - Steve Earle
5)  "Love Filling Station" - Jesse Winchester
6)  "Joy" - Phish
7)  "Born On a Flag Day" - Deer Tick
8)  "Together Through Life" / "Christmas In The Heart" - Bob Dylan
9)  "The Blue Ridge Rangers Rides Again" - John Fogerty
10) "Live In London" - Leonard Cohen

I 10 MIGLIORI FILMS DI QUEST'ANNO:

1) "Antichrist" di Lars Von Trier
2) "Nemico Pubblico Numero 1: Istinto di Morte / L'Ora Della Fuga" di J.F. Richet
3) "Basta Che Funzioni" di Woody Allen
4) "Di Madre In Figlia" di Andrea Zambelli
5) "Gran Torino" di Clint Eastwood
6) "Mary And Max" di Adam Elliott
7) "The Wrestler" di Darren Aronofsky
8) "Lasciami Entrare" di Tomas Alfredson
9) "Che L'Argentino / Guerriglia" di Steven Soderbergh
10) "The Hurt Locker" di Kathryn Bigelow

Nient'altro da aggiungere. Di me, su questi muri, c'è già fin troppa carne.

buon 2010
L.
di mulligan at 19:04:00 Commenta:

20/12/2009

Seguivo links di Blog di amici, anche di qualche anno fa, e li ho visti spenti, alcuni irraggiungibili, altri fermi a date antiche. Nel suo piccolo, nel suo silenzio da casa di mare, Grotte tiene duro, io tengo duro. A tutta la terrificante fatica dello scrivere, dell'esserci nonostante tutto e tutti. Certo, gli stimoli, i cieli, piano piano se ne vanno, si perdono, fanno grandi giri e non sempre ritornano. Stasera risuona Keith Jarrett e ha così tante cose dentro che riesce persino a smuovere l'impasse della mia anima, il fango del Natale. Poesia, poesia, dove sei, piccola puttana audace. Ti ho cercata, niente. Brandelli di qualcosa, ma non ti trovo più. Mi spaventi, mi fai sentire immobile, ragazzino su una spiaggia vuota. Torna, rendimi ciò che ero: bello, altero, manovratore di carri celesti, padrone delle onde, cechi occhi di stelle. Così non valgo nulla. Così mi trascino fra una perdita e l'altra. Keith spadroneggia sulla mia notte come un condottiero ottomano sui resti di un'armata allo sbando. Tieni duro, poeta.

L.
di mulligan at 22:59:00 1 Commento

06/12/2009

No, non lo sanno neanche loro. Se ne vanno, così, tanto per andare dentro a un sogno, e in un altro ancora. Rubo qualche frase da "Motel Woodstock" di Ang Lee. Film color pastello per dipingere una generazione, quella di Woodstock, che è stata l'ultima grande avventura umana. Mentre dallo stereo urleggia Joe Cocker che su quel palco di legno ha inciso profondamente, in quell'agosto del 1969. E' bello però pensare che ancora oggi quel concerto, quei volti, quelle mani, quelle nuvole, infarciscano la mia vita e quella di molti altri. Ero solo un'idea ed oggi è come se fossi stato in quel mare di persone, che Ang Lee fa ondeggiare lungo l'esperienza di un trip. Siamo poi sicuri di aver progredito, di essere migliori di allora? Io non lo so questa sera. Non lo so mentre scrivo lettere piene di pioggia, mentre non trovo le parole per farti bella & soddisfatta & nuda & amore & poesia. Io non lo so, mentre mi tengo la spalla nella notte più scura che c'è. With A Little Help From My Friends. Ma qui non c'è nessuno.

L.
di mulligan at 22:44:00 Commenta: